Azienda specializzata in bonifica, rimozione e smaltimento amianto a Brescia e Pesaro, con interventi in tutta Italia
In Italia l’amianto è ancora molto diffuso e continua a minacciare salute e ambiente, nonostante 26 anni fa sia stato messo al bando con la legge 257/92. In base ai dati 2018 sono state censite in Italia 370mila strutture dove è presente amianto ed eternit, di queste 50.744 sono edifici pubblici, 214.469 edifici privati e 20.296 siti industriali.
A Brescia e Pesaro, Eco Soluzioni SRL è il partner di riferimento per la bonifica e lo smaltimento dell’amianto da coperture civili e industriali. Il nostro servizio di bonifica amianto comprende la valutazione del rischio e la rimozione controllata di materiali in amianto. Operiamo con procedure certificate e personale qualificato, garantendo la massima sicurezza per operatori e utenti. Grazie alla presenza capillare sul territorio, assicuriamo interventi tempestivi ed efficaci anche in tutta Italia.
L’Amianto, meglio conosciuto come Eternit, si compone di fibre dotate di duttilità, resistenza nel tempo e basso costo, pertanto venne impiegato intensivamente in tutta Europa soprattutto per il rivestimento di tetti, pareti, tubature, e nella costruzione di prefabbricati.
La Legge n. 257, del 12 Marzo 1992, bandì la produzione e utilizzo dell’amianto, dopo che vari studi scientifici confermarono la sua tossicità. Lo Stato promuove la rimozione e smaltimento dell’ Asbesto tramite consistenti incentivi fiscali tutelando in tal modo la salute delle persone e la protezione dell’ambiente.
Valutazione del tipo di intervento
La presenza diffusa dell’amianto negli ambienti di lavoro e di vita costituisce un rischio per la salute. Con il tempo, il degrado dell’amianto provoca il distacco di fibre e microparticelle che, disperse nell’aria, rappresentano un grave rischio per la salute di chi le respira.
Rimozione e smaltimento del materiale
Rimozione e smaltimento del materiale contenente amianto mediante asportazione completa, con eliminazione di ogni potenziale fonte di esposizione al rischio. In questo modo non sono più necessarie ulteriori misure cautelative per la tutela della salute negli ambienti oggetto di intervento.
Categoria 10A:
Categoria 10B:
Come Operiamo
- Rilievi e valutazione dello stato di degrado dei materiali
- Stesura del piano di lavoro e raccolta della documentazione necessaria
- Presentazione delle pratiche alle ASL e richiesta di parere preventivo
- Preparazione del cantiere con le misure di sicurezza ai luoghi e alle persone
- Personale qualificato addetto alla bonifica con monitoraggio periodico del livello di contaminazione
- Trattamento, rimozione, accatastamento, imballo, sigillatura ed etichettatura delle lastre precedentemente trattate
- Trasporto alle discariche autorizzate delle lastre
- Rilascio del formulario per la messa a dimora delle lastre a rischio di contaminazione



Incapsulamento e realizzazione nuova copertura
Consiste nel trattare il materiale con prodotti penetranti per inglobare le fibre e ripristinare l’aderenza al supporto oppure ricoprenti per costituire una pellicola di protezione sulla superficie.
Preservazione dell’area di lavoro
La difficoltà della rimozione dell’amianto friabile sta, come si diceva, nella grande dispersione delle fibre di amianto dei manufatti su cui si interviene. Essendo tali fibre estremamente dannose per la salute, diventa necessario isolare il manufatto, nel caso di interventi limitati o addirittura l’intero ambiente su cui si interviene, dall’esterno. In questo modo è possibile operare in tutta sicurezza, senza il pericolo che le fibre di amianto vengano inalate da chi si trova nelle vicinanze.
Le tecniche di isolamento dall’esterno variano principalmente in ragione delle dimensioni degli oggetti su cui si interviene. Nel caso di oggetti relativamente piccoli, quali ad esempio spezzoni di tubature sotto il metro di lunghezza, una tecnica di isolamento sovente utilizzata è quella della glove-bag. Questa tecnica consiste nell’inglobare il manufatto da trattare in una apposita sacca di plastica trasparente, chiamata appunto glove-bag, che presenta due aperture in cui l’operatore inserendo le braccia, è libero di intervenire sul manufatto senza che vi sia dispersione di fibre nell’ambiente, essendo queste confinate dalla glove-bag.
In questi casi è infatti necessario isolare l’intero ambiente in cui avviene l’operazione con appositi sistemi di confinamento. Essenzialmente tali sistemi sono di due tipi, statici e dinamici. I primi utilizzano delle barriere rigide, quali ad esempio strutture metalliche rivestite di teli di polietilene, per creare un involucro che confina l’ambiente in cui si opera. I secondi creano invece delle depressioni all’interno dell’ambiente confinato attraverso apposite pompe pneumatiche, che fanno sì che l’aria pura entri attraverso le fessure dell’ambiente, dall’esterno verso l’interno, e l’aria contaminata passi invece attraverso i filtri delle pompe per poi essere pompata all’esterno, non contenendo più fibre di amianto.
I due sistemi sono quasi sempre utilizzati assieme, per garantire la massima sicurezza.


